Cenni storici

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Agostino Gallo, mercante ma anche uomo di cultura, fornisce la prima testimonianza conosciuta della presenza del Trebbiano nella zona della Lugana. Nel 1567 racconta di uve di Trebbiano "che fanno graspi grandi e i grani grossi, perciò abbondano in vino, ma potente e con fumo...". Il famoso enologo Andrea Bacci, più o meno nello stesso periodo, citava la zona come rinomata per la produzione di vini Trebulani.

Avanti nei secoli la coltivazione della varietà si affermò sempre di più grazie anche alla bonifica di tutto il territorio. Nel Settecento, si attribuivano al vino bianco della Riviera Gardesana virtù curative. Nei primi anni del secolo scorso il parroco di Pozzolengo scriveva addirittura che "l'antica selva Lugana attualmente è una fertile pianura coltivata quasi tutta a viti" e "produce un vino bianco di ottima qualità". Ma è ai nostri giorni che il Lugana diventa addirittura uno dei primi vini in Italia con l’attribuzione della Denominazione di Origine Controllata (DOC), nel 1967, a conferma dell'elevato livello di qualità raggiunto.

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