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Brut: definizione e curiosità

Quando acquistiamo una bottiglia di spumante, termini come Brut, Extra Dry o Dry sono i primi che leggiamo sull’etichetta. Sebbene siano universalmente associati a vini spumanti, non sempre è chiaro cosa significhi questa terminologia. In questo caso, la dicitura Brut è forse la più diffusa e, spesso, la più ricercata dagli intenditori per il suo carattere deciso e la sua eleganza austera. Scopriamo insieme a Cà Maiol cosa significa “Brut” nei vini. 

Il significato di Brut: una questione di zuccheri

Il termine Brut si riferisce al dosaggio, ovvero alla quantità di zuccheri residui presenti nel vino finito. Si tratta del parametro che determina la dolcezza (o meglio, la secchezza) percepita del prodotto.

Quindi, per comprendere appieno il significato del termine bisogna focalizzarsi sul dosaggio, ovvero sull’ultima fase della produzione di uno spumante elaborato con il Metodo Classico (Champagne, Franciacorta o il Lugana Metodo Classico) o con il Metodo Charmat (Prosecco Superiore). 

Nello specifico, dopo la sboccatura, ovvero l’eliminazione dei lieviti esausti che hanno completato la rifermentazione, la bottiglia viene rabboccata con una miscela liquida, chiamata liqueur d’expédition. È in questa miscela che risiede il segreto del dosaggio ovvero della quantità di zuccheri aggiunta al vino. 

Fatta questa premessa, il termine Brut identifica la categoria di spumanti con un contenuto di zuccheri residui inferiore ai 12 g/l. Questa fascia di zuccheri conferisce al vino un sapore secco, fresco e verticale. Ed è proprio l’assenza di dolcezza che permette ai sentori più fini, minerali e agrumati del vino base di emergere con chiarezza, rendendolo l’abbinamento ideale per la cucina più raffinata.

È interessante notare che l’etimologia della parola Brut deriva dal francese e significa letteralmente grezzo o “allo stato naturale”. Infatti, questo termine fu adottato alla fine del XIX secolo per indicare che non erano stati aggiunti zuccheri alla liqueur d’expédition o che il vino si presentava con una dolcezza minima, quasi grezza o non lavorata. Oggi, pur ammettendo un piccolo dosaggio (fino a 12g/l), il significato è rimasto quello di un vino poco o per nulla dolce.

Brut vs Dry e Demi-sec: la scala della dolcezza

Il Brut si posiziona all’inizio della scala della dolcezza, rappresentando la secchezza maggiore tra le tipologie più diffuse.

Ma che differenza c’è tra Brut e Dry? La differenza fondamentale è puramente quantitativa e coinvolge la percezione al palato:

  • Brut: contiene da 0 a 12 g/l di zuccheri. Il gusto è secco, teso e acido.
  • Extra Dry: contiene da 12 a 17 g/l di zuccheri. Nonostante la dicitura, è meno secco del Brut; la sua morbidezza lo rende più rotondo e fruttato.
  • Dry (o secco): contiene da 17 a 32 g/l di zuccheri. Presenta una dolcezza percepibile e viene classificato come abboccato. 
  • Demi-Sec (o amabile): contiene da 32 a 50 g/l di zuccheri. Ha una dolcezza pronunciata, quindi questo vino viene spesso abbinato a dolci.

Di conseguenza, un vino Brut è decisamente più secco di un vino Dry, contrariamente a quanto suggerirebbe la traduzione letterale dei termini inglesi.

L’espressione brut a demi (spesso scritta anche come demi-brut), invece, non fa parte della classificazione ufficiale moderna dello spumante, ma può essere intesa, in gergo enologico o storico, come un vino “quasi brut” o “semi-brut”. A rigor di termini, un vino che si colloca tra il Brut e l’Extra Dry potrebbe evocare l’idea di un demi-brut, ma oggi si usano le diciture standard come Brut o Extra Dry.

 

Il Brut millesimato: quando l’annata è protagonista

L’etichetta di uno spumante può contenere anche l’indicazione millesimato. Il termine millesimato indica che le uve utilizzate per produrre quello specifico spumante provengono da un’unica vendemmia, ovvero da un solo anno di raccolta (specificato in etichetta).

Di solito, il millesimo viene dichiarato quando l’annata è stata eccezionalmente favorevole, tale da garantire una qualità superiore delle uve. Un Brut non millesimato, invece, è ottenuto miscelando vini di diverse annate (cuvée), garantendo uno stile e un gusto costanti nel tempo.

Un esempio di eccellenza Brut: il Cantariva Lugana Metodo Classico

Come dimostra la produzione di spumanti Metodo Classico, il Brut è la tipologia perfetta per esaltare le qualità intrinseche di un vitigno e del suo terroir. Un eccellente esempio è il Cantariva Brut Lugana DOC Metodo Classico di Cà Maiol.

Si tratta di uno spumante Brut ottenuto da uve Turbiana (il vitigno autoctono del Lugana) coltivate nel territorio che si estende tra Desenzano e Sirmione, sul Lago di Garda. In questo caso, la scelta del dosaggio Brut esalta la tipica sapidità del Lugana, la sua freschezza e i suoi caratteristici sentori di frutta bianca e mandorla.

Inoltre, lavorato secondo il Metodo Classico, con la seconda fermentazione in bottiglia, il Cantariva Brut acquisisce una bollicina fine e persistente e una complessità aromatica in cui il carattere secco e minerale, tipico del Brut, bilancia perfettamente la struttura del vitigno.

Questo vino Cà Maiol è l’ideale per accompagnare piatti di pesce di lago, sushi o aperitivi eleganti che richiedono un vino secco, perfetto per esaltare il sapore dei cibi senza sovrastarli. Puoi acquistare questo Lugana Brut direttamente nel nostro Shop online. Scopri la selezione completa di Cà Maiol!